ottobre 2016


Gli opposti si attraggono?

L’idea che “gli opposti si attraggono” è nella nostra società quasi una convinzione, rafforzata continuamente da serie tv, film, riviste, libri e racconti di amici in cui due persone che all’inizio non si sopportavano, finiscono poi per amarsi alla follia. Ma è proprio così? Vediamo insieme cosa ci dicono le ricerche fatte su questo argomento.

Cominciamo dicendo che la maggior parte delle persone sembra convinta di questa idea. Già nel 1991, quasi l’80% degli studenti universitari intervistati dalla psicologa statunitense Lynn McCutcheon era d’accordo con l’affermazione che nelle relazioni romantiche gli opposti si attraggano. In molti libri e siti internet è suggerito che la somiglianza tra i partner porti alla noia, mentre differenze di personalità, valori e comportamenti siano la base per un’irresistibile attrazione.

78297I risultati di molti studi svolti negli ultimi dieci anni sembrano confermare però non tanto che “gli opposti si attraggono”, ma che “il simile attira il simile”. Normalmente infatti, ci sentiamo più attratti da persone che condividono con noi molte caratteristiche. Riflettiamoci un momento: quando cerchiamo un possibile partner, ad esempio su un sito per incontri o su un social network, da dove iniziamo? Proprio dagli interessi comuni o da caratteristiche condivise: un gruppo musicale, un particolare libro o film, la lingua parlata, i luoghi frequentati, gli hobby, il tipo d’istruzione. Anche quando una persona che conosciamo vuole fare il “cupido”, parte proprio da questo: “Sarebbe perfetta per te! Anche lui/lei…”. Le persone con caratteristiche simili hanno infatti più probabilità di sentire attrazione reciproca rispetto a quelle che non hanno nulla in comune, o che sono agli antipodi.  Nangle (2004) ha scoperto che questo non vale solo per le relazioni romantiche, ma anche per le amicizie. Ma non è tutto: la somiglianza nella personalità è anche un utile elemento per prevedere la stabilità e la felicità della coppia. Possiamo facilmente ricordare situazioni in cui abbiamo creato un miglior rapporto con una persona che condivideva con noi idee politiche, passioni letterarie o sportive. Gli aspetti simili hanno fatto da base per sviluppare un rapporto più profondo e più intenso. Chi la pensava in modo molto diverso da noi ci è invece sembrato subito “antipatico” e non abbiamo avuto modo di conoscerlo meglio, rendendo il rapporto superficiale, magari anche conflittuale.

imagescazxf86tDa dove nasce allora l’idea che gli opposti si attraggono? Forse, almeno all’inizio, era una trama meno prevedibile per film e romanzi. Le differenze iniziali dei protagonisti rendevano difficile pensare che avrebbero finito per mettersi insieme. Oggi questa idea rimane come modello di un “lieto fine” per una situazione iniziale apparentemente impossibile, ci dà la speranza che ci siano soluzioni positive del tutto inaspettate. Un’altra spiegazione è forse legata alla diffusissima idea del partner come di colui che ci “completa”. Deve quindi essere complementare rispetto a noi, per coprire le nostre mancanze, per “incastrarsi” alla perfezione.

Ma è proprio vero allora che gli opposti non si attraggono, anzi, che addirittura si respingono? Non è esattamente così. In primo luogo, dobbiamo dire che non sempre quello che diciamo di volere nel partner è quello che poi ci piace. Quindi possiamo accorgerci che ci piace proprio quello che dicevamo di non volere. Ecco che, finalmente, ci siamo innamorati dell’opposto! Ma non è finita qui. Alcune ricerche suggeriscono che piccole differenze tra partner possano essere stimolanti per la vita della coppia. La situazione ideale potrebbe quindi essere una base comune, con qualche differenza che favorisca la discussione e il dinamismo della coppia, così come la crescita individuale. Gli opposti non si attraggono… Ma qualche differenza è salutare.

Luca Pasquarelli