maggio 2017


Adolescenti e web 2.0: istruzioni per genitori

  di Nunzia Mennuni

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La frequentazione e l’utilizzo dei Social Networks, in questi ultimi anni, sono diventati un fenomeno globale. I giovani di oggi trascorrono diverse ore al giorno su Facebook, Whatsapp, Instagram e molti altri Social che sono ormai diventati parte integrante della loro vita relazionale e contribuiscono a strutturarne l’identità personale.

img_129939152Il termine “nativi digitali” indica infatti i giovani nati a partire dalla metà degli anni Novanta che hanno sempre vissuto usando internet e i nuovi media, sviluppando quindi un’identità fluida, metafora coniata dal Sociologo e Ricercatore Z.Bauman per descrivere le caratteristiche di incertezza, vulnerabilità e “liquidità” incarnate dai giovani di oggi.

Il villaggio globale in cui i nostri figli navigano è la rete, un vero e proprio luogo comunicativo, relazionale e informativo che, se da un lato offre nuove possibilità di comunicazione e relazione, dall’altro nasconde inevitabili rischi e pericoli, di cui i genitori dovrebbero essere a conoscenza, in particolare, la dipendenza da Social, il disimpegno dalle relazioni e dalle attività scolastiche, la chiusura autistica in un mondo solo virtuale e il cyberbullismo.

Come possono i genitori svolgere il loro compito educativo in questo nuovo e insidioso territorio, quale è quello della rete, fatto di pensieri e azioni potenzialmente rischiose per i propri figli?

aaeaaqaaaaaaaas1aaaajgqzyzqxotuzlwy4mzmtndm5ys1izdrmltg3otmzn2flotexnwCertamente non esistono medicine miracolose né formule magiche che possano proteggere gli adolescenti dai pericoli del web. Tuttavia è possibile prevenire varie forme di disagio, stabilendo con i propri figli una relazione educativa precoce e costante, caratterizzata da una buona sintonia emotiva, dal dedicare loro del tempo, e dal trasmettere loro regole chiare mantenendo un comportamento coerente.

A tal proposito, un aiuto concreto è stato prodotto negli USA dal Seattle Children’s Research Institute (SCRI) che ha redatto un prontuario di consigli per genitori, riassumibile nei seguenti punti:

  • usare le tecnologie come pretesto conversazionale, interessandosi di cosa gli adolescenti fanno su internet attraverso una comunicazione aperta e trasparente;
  • porre loro delle domande specifiche;
  • fornire indicazioni rispetto alle questioni legate alla privacy e all’utilizzo delle informazioni personali diffuse in rete;
  • dare dei limiti rispetto ai tempi e alle modalità di utilizzo;
  • discutere con loro sulle modalità di diffusione e di possibile utilizzo da parte di terzi delle informazioni da loro messe in rete;
  • dare supporto e non criticare in caso di difficoltà relazionali del proprio figlio con i coetanei;
  • creare un proprio profilo sui social network per interagire con i propri figli nelle modalità comunicative da questi preferite, avendo cura di rispettarne la privacy con un atteggiamento non invadente.

E’ bene ricordare che nel caso in cui i genitori avvertissero che il proprio figlio utilizzi internet e i social networks in una modalità coatta e incontrollabile e/o manifesti sintomi psicologici quali tristezza e chiusura emotiva in maniera eccessiva, è importante richiedere un aiuto competente e specifico da parte di uno Psicologo o di uno Psicoterapeuta.

E chi lo avrebbe mai detto: LA MUSICA PUÒ AIUTARE!

Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime.

Victor Hugo

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La musica è ormai inserita a pieno titolo all’interno dei nostri valori spirituali, morali ed etici. Può rappresentare un utile veicolo per diffondere significati che appartengono alla nostra cultura da svariati secoli.

È una componente significativa dell’esperienza umana che s’intreccia con le emozioni, con la regolazione degli affetti e con gli scambi interattivi. Ha, senza ombra di dubbio, un ruolo importante nei processi psicologici implicati nei modelli relazionali che usiamo nella nostra vita quotidiana per entrare in contatto con noi stessi e gli altri.

Dneuroscience-of-music1-900x900al punto di vista neurobiologico, sebbene non sia stata identificata una struttura cerebrale specifica, le evidenze scientifiche hanno messo in luce il fatto che la musica eliciti la coordinazione tra aree cerebrali differenti.

Ascoltando musica, sono pertanto implicati meccanismi fisiologici che stimolano e rinforzano processi d’integrazione tra stati fisiologici e realtà emotiva.

Ma in che modo può fornire sussidio nei processi che riguardano la nostra salute fisiologica e psicologica?

La ricerca ha dimostrato che la frequenza nelle melodie di molte composizioni musicali duplica l’effetto della voce umana. Quindi, una volta che le frequenze sonore arrivano al nostro orecchio, esse attivano dei sistemi di elaborazione che sono strettamente associati alla regolazione affettiva, all’ingaggio sociale e agli stati di calma diffusa, proprietà che sappiamo essere alla base di un equilibrio psichico.

È, in effetti, stupefacente apprendere che particolari frequenze sonore, contenute nella voce umana – come ad esempio le intonazioni di una mamma intenta a cantare la ninnananna al proprio bambino –, siano riscontrabili in molti dei brani musicali che colgono la nostra attenzione. Il che può far supporre che tali sequenze siano esplicitamente in relazione con stati di quiete che si propagano nel nostro corpo e nella nostra mente.

Come sappiamo, le situazioni di fragilità – ad esempio traumi, lutti e disagio psichico – abbassano il funzionamento delle strategie volte a mantenere e ricercare benessere, diminuiscono le nostre potenzialità nell’entrare in relazione proficuamente con gli altri e depotenziano le capacità di gestire gli eventi emotivi.

In questo modo, la musica rientra tra gli strumenti che possono andare incontro alle nostre competenze individuali e interpersonali. Può lavorare indirettamente nella direzione di:

  • Aumentare il funzionamento dei sistemi sociali;
  • Migliorare il raggiungimento di stati di sicurezza soggettiva che possono essere mantenuti per più tempo e in maniera autonoma;
  • Favorire l’emergere di strategie individuali per far fronte alle situazioni stressanti.

Così facendo, l’individuo potrà sentirsi padrone delle proprie capacità e avere fiducia nel raggiungere i propri desideri, vivendo in maniera più profonda il presente e progettare un futuro più attinente e praticabile.

E forse raggiungere una risolutezza maggiore per scendere a patti con gli elementi dolorosi del proprio passato?

Provare per credere 

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Quante volte vi sarà capitato di udire un brano alla radio, o sulla vostra playlist, che ha avuto il pregio di diffondere una certa serenità.

Avrete sicuramente sperimentato il fatto di avvertire sensazioni positive, sentendovi in pace con voi stessi e pronti a stare, con piacere, insieme con gli altri.

Suggerirei dunque di dedicarsi qualche minuto, in cui poter assumere una posizione comoda e rilassante, scegliere un buon brano da ascoltare cercando di lasciare da parte i pensieri che vi disturbano.

Qualora voleste sperimentare e saggiare delle composizioni che fanno al caso nostro, più avanti troverete alcuni collegamenti.

Una volta terminato l’ascolto prova a chiederti:

  • Quali sensazioni nel corpo ho avvertito?
  • La mente dove mi portava?
  • Cosa mi ha sollecitato?

Se hai voglia di condividere la tua esperienza, non esitare a scrivere.

Buon “tempo per te”!

Link suggeriti:

https://www.youtube.com/watch?v=LzfpvMe1avk

https://www.youtube.com/watch?v=MTWsc_uic1E

https://www.youtube.com/watch?v=5-MT5zeY6CU

di Roberto Doronzo