settembre 2017


Il rientro dalle vacanze – Come tenere ben saldi in mano i remi della propria barca

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Le vacanze estive sono un periodo in cui si interrompono le routine, le abitudini quotidiane, in cui la mente si libera, si possono seguire i propri ritmi e finalmente si mettono  da parte gli impegni lavorativi. Per molti di noi è proprio così, il tempo si dilata e si riesce a godere ogni momento vivendo la libertà di fare ciò che si vuole.

bambini-al-mare493 L’essere rilassati senza la pressione dei doveri quotidiani ha un impatto immediato sui rapporti familiari, le arrabbiature con i figli diminuiscono drasticamente, loro sono più tranquilli e ubbidienti e anche con il coniuge  le cose sembrano funzionare. In vacanza ci si può divertire e coccolare per cui non si hanno sensi di colpa se si spendono tempo e denaro per noi stessi, siamo più spontanei, sorridiamo e ridiamo di più e risulta più facile stringere nuove amicizie.  La mente è libera di vagare e di sperimentare una sensazione di leggerezza, ci si guarda più intorno, si fa più attenzione alle sensazioni.

Per altri invece la vacanza è un periodo faticoso che costringe  ad abbandonare la sicurezza della prevedibilità quotidiana e a passare l’intera giornata in famiglia, con un coniuge con cui si ha ben poco da dire e condividere e dei figli che costringono a non abbassare mai la guardia. La sensazione predominante è sentirsi in gabbia e allora si guarda con invidia chi è single e libero di gestire liberamente il proprio tempo senza dover rendere conto a nessuno o chi è libero addirittura di lavorare in agosto in città.  Non per tutti infatti la vacanza è considerata portatrice di benessere, addirittura può aumentare i livelli di stress.

Arriva comunque per tutti il momento di tornare a casa, da metà agosto sulle riviste si leggono consigli su come affrontare il rientro da tutti i punti di vista: come ritornare in forma dopo i vizi di gola, come non farsi prendere dallo sconforto a dover indossare nuovamente la “divisa da lavoro”, come scendere a patti con il desiderio di passare il resto della vita sull’isoletta greca, mandando all’aria gli innumerevoli compiti a cui la nostra vita abituale ci costringe.

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In realtà il momento del ritorno può essere un momento di riflessione. Rispondere a queste tre domande ti potrà aiutare a capire cosa nella tua vita quotidiana può essere migliorato: non è infatti una buona cosa vivere aspettando di partire per le vacanze, così come stare male all’idea di dovere interrompere il lavoro o di lasciare la propria casa.

1. Come sono stato/a in vacanza?

2. Cosa a contribuito a farti stare come sei stato? La libertà di fare quello che volevo; il tempo libero; lo stare con gli amici; lo stare con il mio compagno/compagna; lo stare con i miei figli, non pensare al lavoro; dedicare energie e tempo a me stesso/a; potere/dovere rompere con la routine quotidiana; non potere/dovere lavorare; non potere/dovere stare con i colleghi

3. Cosa ti preoccupa del rientro a casa? Ricominciare con la routine; non potermi dedicare del tempo; le troppe cose da fare; i doveri familiari; essere nuovamente solo/sola a dovermi occupare della gestione domestica; non riuscire a vedermi con gli amici; il lavoro; i rapporti con i colleghi; la perdita di libertà.

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Renderci conto di cosa ci manca, di quello che non ci sta bene o che vorremmo è il primo passo per poter migliorare il nostro stato psicologico e fisico.  Dopo che avrai fatto chiarezza in questo senso, rispondi a questa domanda:

I miei comportamenti e le mie azioni incidono significativamente sulla mia vita o tutto dipende dal caso, dalla fortuna e dal destino?

Individuare quello di cui hai bisogno non è sufficiente per cambiare il tuo stile di vita, è infatti fondamentale che tu sia in grado  di inserire dei cambiamenti anche piccoli nella tua quotidianità. Se sei convinto di essere tu l’artefice della  tua vita, sei sulla buona strada. Questo significa che sei in grado di intervenire attivamente suoi tuoi comportamenti, azioni e abitudini.  In psicologia, chi ritiene di poter condizionare il proprio futuro attraverso la propria volontà viene definito con  un locus of control interno.  Viceversa se hai difficoltà a pensarti come attore protagonista della tua esistenza e ti poni con un atteggiamento passivo, avrai molte più difficoltà a cercare di migliorare la tua condizione perché vivrai le situazioni come ineluttabili  e indipendenti dalla tua volontà: in questo caso rientri tra coloro che hanno un locus of control esterno.

Ora che sei tornato/a alla tua vita abituale non aspettare con ansia la prossima vacanza, ma cerca di rendere la tua vita più vivibile. Individuate le cose che non vanno, chiediti quali piccoli cambiamenti puoi introdurre per modificarle, ricordando sempre che la costanza possiede una grande forza (come la continua caduta di una goccia d’acqua in una caverna può formare delle incredibili stalagmiti). Non sempre è necessario fare la rivoluzione per ottenere un cambiamento significativo.

E tu, che invece non vedevi l’ora di tornare al lavoro, domandati come mai non riesci a godere della libertà di svestire gli abiti professionali per dare voce e spazio ad altre parti di te che forse hai dimenticato ma che sono comunque presenti.

Comunque sia riprendi i remi della tua barca in mano e decidi tu la rotta!

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 Chiara Ripamonti