Aprile 2021


La vita ai tempi del Coronavirus: una nuova normalità

di Giulia Perasso

immagine1

Da un anno ad oggi la nostra quotidianità è profondamente mutata. Stiamo vivendo un’emergenza mai vista prima dal punto di vista scientifico ma anche esistenziale, che impatta sui nostri comportamenti, sulle nostre abitudini e con il modo di relazionarci al prossimo. In molti ci domandiamo se questa nuova normalità possa implicare dei rischi per il nostro benessere psicologico e quello dei nostri cari. In particolar modo, informarsi su temi legati alla salute psicologica in questo delicato periodo storico potrebbe essere un asso nella manica.

A quasi un anno dall’inizio della pandemia di Covid-19 dichiarata dalla World Health Organization, la nostra quotidianità è profondamente cambiata. Distanziamento sociale, restrizioni della mobilità, cambiamenti nella didattica e nelle modalità di lavoro – sempre più radicati nel virtuale – sono diventate parte della nostra vita. Si tratta di una “nuova normalità” a cui il mondo fa fatica a adattarsi. Come bilanciare la speranza che le cose ritornino come prima con l’idea che forse la nuova normalità sarà parte dei nostri giorni ancora per mesi, o forse – per i più pessimisti – per anni? Cosa dobbiamo aspettarci? A quali rischi andiamo incontro, dal punto di vista del benessere psicologico se la situazione si protrae?

leadership-versus-pandemia-960x480

A tutte queste domande non è ancora possibile rispondere: la pandemia di Coronavirus è qualcosa di nuovo per il mondo, una sfida per il positivismo scientifico in ambito non solo medico ma anche psicologico. Gli studi sull’epidemia di SARS – datata tra il 2002 e il 2004 – possono darci un’idea delle conseguenze sul benessere psicologico individuale ma sono basati sui dati di un’epidemia – localizzata nello spazio e nel tempo – e non di una pandemia – che riguarda tutto il modo e che non ha una data di fine definita. Una ricerca evidenzia che i soggetti sottoposti a quarantena per SARS avevano sperimentato – a breve e lungo termine – sintomi depressivi, post-traumatici, ansia e irritabilità. Tuttavia, non sono disponibili dati certi sulle risorse che questi individui hanno messo in atto per ritornare al benessere psicosociale. Dunque, senza possibili linee guida di riferimento da parte della scienza, sorge spontaneo porsi la seguente domanda: riusciremo a mobilitare le nostre risorse più profonde e a trovare gli strumenti per cogliere opportunità nella crisi? E nel caso…Come?

In molti affidano tutte le loro speranze alle future vaccinazioni anti-covid. Eppure, i tempi sono dilatati e nell’attesa di questa svolta ci troviamo a fare i conti con un presente a cui non siamo abituati. Cosa dobbiamo aspettarci nella quotidianità dal punto di vista psicologico?

vaccino_covid19_fgUna delle modalità principali per prevenire i rischi per la propria salute psicologica e per affrontare le difficoltà di adattamento alle nuove routine è sicuramente la conoscenza di tali rischi, per i singoli, ma soprattutto per le famiglie che si ritrovano a condividere quotidianamente vissuti di incertezza e frustrazione.

Ad esempio, è fondamentale considerare che la pandemia ha portato con sé un senso profondo di instabilità professionale e finanziaria, gettando molte famiglie nella precarietà economica. Le stime del Pew Research Centre riportano che 91% degli adulti occidentali ha visto la propria vita totalmente cambiata in seguito all’inizio della pandemia, specialmente dal punto di vista lavorativo. In molti casi, padri e madri con bambini e adolescenti a carico, hanno perso il loro lavoro, sono cassintegrati o hanno visto significativi cambiamenti nella loro vita professionale, con un impatto imprescindibile sul benessere familiare. La doverosa conclusione, dunque, è che il discorso sociale e psicologico, siano imprescindibilmente legati.

Bibliografia:

Hawryluck, L., Gold, W. L., Robinson, S., Pogorski, S., Galea, S., & Styra, R. (2004). SARS control and psychological effects of quarantine, Toronto, Canada. Emerging infectious diseases, 10(7), 1206.