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IL FENOMENO DEI NO-VAX IN PERIODO DI PANDEMIA

di Rosa Gravagnuolo

In questi ultimi due anni, la diffusione del virus è stata arginata da misure di sicurezza che hanno scandito come delle fasi. In una prima fase, abbiamo adottato azioni prettamente difensive, ci siamo barricati all’interno delle nostre case cercando di evitare più possibile il contatto con il virus.  Tuttavia, se nei primi mesi del 2020 la reazione più immediata è stata di chiusura e protezione, adesso notiamo come con la distribuzione dei vaccini gradualmente ci siamo spostati verso un approccio di sfida.

Nonostante la Word Health Organization (WHO, 2019) consideri l’essere esitanti verso il vaccino uno dei 10 rischi più pericolosi per la salute pubblica globale, ancora molte persone sono incerte rispetto alla somministrazione. Chi manifesta delle resistenze afferma che il vaccino faccia più male che bene, tipicamente per quattro ragioni (Whitehead et al., 2019):

  • I vaccini sono inefficaci;
  • I vaccini contengono sostanze tossiche e non naturali;
  • I vaccini causano effetti collaterali o la malattia stessa che il vaccino dovrebbe prevenire;
  • Le persone vaccinate possono portare alla mutazione del virus e diffondere nuovamente la malattia.

Alcuni argomentano anche che, se pure efficace, la vaccinazione non dovrebbe essere forzata perché viola la libertà di scelta.

Uno studio (Roberts et al., 2022) ha esaminato i correlati demografici, psicologici, politici e comportamentali degli atteggiamenti anti-vax e dell’esitazione al vaccino COVID-19 in un campione composto da adulti americani. Sono stati evidenziati una serie di fattori correlati agli atteggiamenti anti-vax in generale e all’esitazione al vaccino COVID-19 in particolare, quali: la giovane età, l’essere di razza non caucasica, l’avere livelli di reddito e istruzione bassi, l’avere atteggiamenti sociali più conservatori e meno liberali, l’essere meno aderenti ai comportamenti di sicurezza COVID-19 e il manifestare una minore approvazione delle restrizioni governative.

Internet ha assunto un’enorme influenza sulla conoscenza delle persone dei vaccini (Kata, 2012). Sui social media è rapidamente nata una vasta comunità che permette la discussione e lo scambio di informazioni tra più persone in modo istantaneo ma, tuttavia, con scarsa attendibilità e poca affidabilità sulle fonti delle informazioni reperite.  In questo modo, la conoscenza sui vaccini, sia vera che falsa, può essere facilmente accessibile ma anche facilmente confusa. È evidente che, coloro che si affidano a internet per le informazioni sui vaccini sono esposti più di altri ai rischi della disinformazione.

Ci può essere una strada per affrontare la disinformazione su internet sfruttando positivamente questa fonte di fiducia rispetto alle informazioni recuperate online e che potrebbe essere attraverso i medici influencer dei social media (Benoit e Mauldin, 2021), ovvero la tendenza di molti medici di porsi come influencer del benessere, fornendo informazioni e indicazioni supportate da valore scientifico.

I social media hanno dato alle persone la possibilità raggiungere facilmente fonti affidabili quelle condivise dall’OMS sulle piattaforme più diffuse oggi, come Facebook e Instagram (Brindha, Jayaseelan e Kadeswaran, 2020). Queste nuove strategie di diffusione delle informazioni ha favorito la diffusione a tappeto delle nozioni fondamentali per la prevenzione ed il contenimento del contagio. È auspicabile che queste nuove modalità di comunicazione diventino parte integrante del modo in cui le autorità competenti condividono messaggi indicazioni necessarie alla tutela della salute pubblica. In tal modo, avendo accesso a contenuti sicuri e dalle fonti chiaramente definite, ognuno potrà avere la possibilità di informarsi e farsi una opinione consapevole rispetto alle tematiche più salienti.

BIBLIOGRAFIA

Benoit, S. L., & Mauldin, R. F. (2021). The “anti-vax” movement: a quantitative report on vaccine beliefs and knowledge across social media. BMC public health21(1), 1-11Brindha, D., Jayaseelan, R., & Kadeswaran, S. (2020). Social media reigned by information or misinformation about COVID-19: a phenomenological study.

Kata, A. (2012). Anti-vaccine activists, Web 2.0, and the postmodern paradigm–An overview of tactics and tropes used online by the anti-vaccination movement. Vaccine30(25), 3778-3789.

Roberts, H. A., Clark, D. A., & Hicks, B. M. (2022). To vax or not to vax: Predictors of anti-vax attitudes and COVID-19 vaccine hesitancy prior to widespread vaccine availability.

Whitehead, M., Taylor, N., Gough, A., Chambers, D., Jessop, M., & Hyde, P. (2019). The anti-vax phenomenon. The Veterinary Record184(24), 744.

WHO. Top ten threats to global health in 2019. www.who.int/emergencies/ten- threats-to-global-health-in-2019 (accessed 27 May 2019)

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