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La “competenza” del vostro bimbo c’è anche quando non si vede…

Orario-InfanziaIl periodo di congedo per maternità della mamma di Caterina è giunto al termine e ora la piccola di due anni dovrà andare all’asilo nido. Quando a portarla è la mamma, prima di andare al lavoro, Caterina piange e si dispera; e niente riesce a confortarla. Se invece la porta il papà, sembra tranquilla. E’ un mistero. Perché dovrebbe comportarsi così? I genitori discutono a lungo sia della qualità dell’asilo, sia del loro stesso atteggiamento come genitori: la mamma è troppo protettiva? O il papà non è abbastanza affettuoso?

Nella mamma-e-bambinomaggioranza dei casi, la contentezza o l’infelicità dei bambini che arrivano all’asilo non ha niente a che vedere con quanto pensato dalla mamma e dal papà di Caterina. I bimbi come lei, spesso, piangono quando è presente la mamma perché è lei stessa a non essere emotivamente preparata a separarsi dal proprio figlio/a (e certamente per delle buone ragioni). E’ la mamma di Caterina ad essere ansiosa, triste, nervosa o infelice, seppur, molto probabilmente, non ne è del tutto consapevole. Caterina, però, avverte molto bene queste emozioni e le copia. In altre parole è come se la piccola stesse collaborando con lei, comunicandole con competenza un messaggio che, in altre parole, potrebbe tradursi più o meno in questo modo: “Cara mamma, c’è qualcosa che non va tra noi due, qualcosa che non è chiaro. Ti faccio solo sapere che ho capito e penso che potrai assumerti la responsabilità di risolvere il problema, in modo da poter stare meglio entrambe”.

Forse, se chiedessimo alla mamma di Caterina, uscita dall’asilo, se la sua bimba ha collaborato alla separazione, risponderebbe certamente di no. Questo perché, spesso, il concetto di collaborazione che abbiamo nella mente ha più a che vedere con l’adattamento.

Se invece osserviamo il comportamento dei nostri bambini con un “altro paio d’occhiali”, potremmo accorgerci che sono degli esperti sul come comportarsi in molte circostanze. Quando vedete il vostro bimbo che vi imita, raramente vi sentite indignati o confusi, al contrario, ne siete lusingati. Ma quando i bimbi copiano o esprimono sentimenti o attitudini che noi stessi non accettiamo, allora la reazione sarà negativa. In realtà, i bimbi, specialmente se piccoli, ci studiano per capire i nostri sentimenti prima di esprimere i loro. Seppur difficile, quindi, l’utilizzo da parte del genitore di un “doppio sguardo” (rivolto alle sue emozioni e a quelle del suo bimbo) potrebbe essere un valido aiuto per comprendere situazioni e comportamenti che, altrimenti, risulterebbero incomprensibili e, talvolta, disorientanti.

Eleonora Boni

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