Incontri a tema nel dettaglio


“Corso molto interessante sia per le tematiche affrontate che dovrebbero essere patrimonio comune di tutti gli insegnanti sia per la possibilità di riflettere su se stessi e sul proprio stile educativo e relazionale”.

“La conoscenza dei disturbi e delle problematiche adolescenziali, affrontate a livello cognitivo con persone competenti, mi ha aiutata a confrontarmi con una maggiore consapevolezza, anche rispetto alle mie dinamiche comportamentali.”

 

I nostri incontri – dove:

Istituto Comprensivo Candia – grazie al co-finanziamento del Municipio 4

Istituto Comprensivo Filzi – grazie al co-finanziamento del Municipio 5

Istituto Comprensivo Sabin di Segrate

Istituto Comprensivo Stoppani (Scuola Primaria) del Municipio 3

 

Gli argomenti trattati:

Relazione e comunicazione, Bullismo e cyberbullismo, Dipendenze, Parlare di malattia e morte con i bambini, Rabbia e aggressività nei ragazzi.

 

Come sono strutturati i nostri incontri:

La prima parte degli incontri è sempre dedicata alla presentazione delle problematiche trattate, ricorrendo anche a mezzi audiovisivi (slide, filmati); nella seconda parte è stimolato il coinvolgimento attivo dei genitori sia attraverso la presentazione di casi specifici che attraverso la raccolta di testimonianze.  La discussione guidata permetterà di mettere in luce alcune tra le  strategie più appropriate per far fronte alle situazioni problematiche emerse.

 

Di seguito altri esempi di tematiche trattate:

“Da 2 siamo diventati 3”:  iI piacere di diventare genitori.

  1. Idealità e realtà. E’ frequente una discrepanza tra l’immagine ideale di avere un bambino e di essere genitori e la realtà; questa discrepanza deve essere affrontata, insieme alla riorganizzazione del sistema familiare imposta dalla genitorialità.
  2. La separazione. Andare al nido o alla scuola materna, stare con la tata o con i nonni, o anche andare a fare la nanna sono per il bambino esperienze di separazione che possono essere vissute in modo traumatico.
  3. Limiti e regole. Il bambino trattato come un piccolo imperatore onnipotente è un bambino infelice, il bambino a cui prima neghiamo una cosa e poi gliela concediamo è un bambino confuso.

“Ho paura…non voglio…dico le bugie”

  1. Le paure. Le paure possono essere numerose (del buio, di dormire da solo, degli estranei…), ma ognuna di esse ha un significato che trascende l’oggetto o la situazione specifica di cui il bambino ha timore.
  2. L’oppositività: Quando i genitori si arrabbiano con un figlio, anche se piccolo, capita che dimentichino di avere davanti un bambino e si comportino come se si sentissero sfidati da un loro pari. Scatta allora il “braccio di ferro” per vedere chi dei due l’avrà vinta, strategia faticosa e controproducente.
  3. Le bugie. “Piccole” e “grandi” bugie possono nascondere un disagio, ma anche essere espressione di un modello di comportamento appreso; ciò che conta è che il bambino sappia riconoscere la verità e sappia fidarsi di sé stesso e degli altri. 

“Internet …il mio mondo”:  disperazione e preoccupazione 

  1. I nativi digitali. Le caratteristiche tecnologiche dell’era in cui viviamo hanno delle ricadute sul modo in cui gli adolescenti costruiscono le relazioni e si divertono. Il mondo “rete”, così come quello dei videogiochi, è un mondo affascinante, ma anche pericoloso che i genitori e gli insegnanti devono conoscere per poterlo controllare.
  2. Gli Hikikomori. Entrato nel linguaggio psico-sociale, questo termine giapponese definisce quegli adolescenti che come forma di rifiuto verso il mondo si chiudono in casa per mesi e comunicano con l’esterno solo attraverso internet. I genitori devono essere aiutati a superare il proprio vissuto di impotenza
  3. Il cyberbullismo. E’ un fenomeno più diffuso di quanto si creda, proprio perché nascosto all’interno della “rete”, i cui effetti possono tuttavia essere drammatici. Individuare il profilo del cyber-bullo e delle sue vittime è importante per pianificare strategie di prevenzione e intervento adeguate