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VACANZE FINITE: E ADESSO?

di Elisabetta Piola

vacanze

Il mese di Agosto è ormai agli sgoccioli, e con lui se ne stanno andando anche gli ultimi momenti di estate e di vacanza.

Dopo i duri mesi del lockdown, contrariamente ai timori diffusi, è stato possibile per almeno alcuni di noi godere di qualche periodo di ferie: c’è chi è stato al mare, chi in montagna, chi al lago… chi è stato via pochi giorni e chi ha avuto l’occasione di “fuggire” per periodi molto più lunghi. E questo è stato senza alcun dubbio un bene.

Le vacanze ci offrono la possibilità di “staccare la spina”, di prendere temporaneamente le distanze dalle responsabilità e dalle preoccupazioni lavorative, di dedicare del tempo a noi stessi, alle nostre passioni e alla nostra famiglia. In una società prestazionistica come quella in cui viviamo è sano e indispensabile concedersi, di tanto in tanto, l’occasione di fermarci, prendere fiato e alleggerirci almeno in parte dallo stress di cui siamo quotidianamente vittime (e, in parte, fautori).

È chiaro a tutti, ed è ulteriormente confermato dai primi risultati di diversi studi psicologici in corso, che la situazione pandemica e le norme di isolamento che ci ha costretti a rispettare sono state fonte di preoccupazioni, ansia, e malessere psichico in generale (Xiong et al., 2020). I dati dei primi stadi di queste ricerche confermano un generale aumento dei livelli di stress, fino a disturbo post traumatico da stress, di ansia e depressione, anche a causa delle conseguenze economiche della pandemia (con mancati guadagni o perdita del lavoro) e dei lutti che ci siamo trovati a dover elaborare.

Se dunque già in una situazione normale, con le pressanti e incalzanti richieste che ci pone la routine quotidiana, sentiamo a un certo punto il legittimo bisogno di una pausa, è evidente che le estreme condizioni di tensione, stress e costrizione e la sofferenza del lockdown abbiano reso tale bisogno ancora più urgente.

Le vacanze di quest’anno, seppure con mascherina e igienizzante come immancabili compagni di viaggio, sono state ancora più del solito sinonimo di libertà, leggerezza e relax e sono state l’occasione per ritrovare una parte di quella stabilità ed equilibrio psichico perturbate dagli eventi dei mesi passati. L’altra faccia della medaglia è che per molti di noi il rientro si è rivelato ancora più difficile di quanto già normalmente sia.

Ritornare a casa, alla routine, al lavoro, alle responsabilità è spesso una doccia fredda dopo un periodo di ferie e quest’anno il trauma è stato ancora più intenso: siamo stati bruscamente riportati alla realtà, magari già con un tampone in aeroporto (Berberi, Marrone, 2020) che ci ricorda che l’emergenza coronavirus non è ancora superata.

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Ritornare alla normalità oggi significa vivere in modo responsabile mantenendo viva l’attenzione per le norme igieniche che dobbiamo rispettare per ridurre al minimo il rischio di contagi. I media, a cui probabilmente in vacanza abbiamo prestato meno attenzione, anche nell’illusione di prendere almeno temporaneamente le distanze dai problemi, tornano a farci presente che la curva dei contagi è tornata a risalire, che è indispensabile essere cauti e rispettare le regole ormai note, che l’economia è in forte crisi, e i dibattiti sulla riapertura delle scuole e sulla possibilità di una nuova ondata sono più accesi che mai.

Il rischio è dunque quello di farci sopraffare dall’ansia e dalla paura, oltre che dal senso di instabilità generato dalle incertezze di questo periodo.

Come arginare quindi questi spiacevoli sentimenti?

Innanzitutto, occorre tenere presente che avere paura, provare ansia, sentirsi insicuri e frustrati è legittimo data la situazione, è bene dunque autorizzarsi a provare queste emozioni anche se è opportuno affrontarle tenendo i piedi per terra. Attenzione quindi a non lasciarci pervadere da pessimismo o paranoia.  

Potremmo sorprenderci poi dell’enorme impatto che il pensare positivo può avere sul nostro benessere psicofisico. Se ci sforzeremo di troncare le catene di pensieri negativi e catastrofici che spesso si susseguono nella nostra mente, soffermandoci invece sugli aspetti positivi dell’esperienza quotidiana, inizieremo a cambiare il nostro approccio alla vita stessa, il nostro modo di affrontare le esperienze negative: studi dimostrano che un atteggiamento ottimistico e positivo è in grado di ridurre i nostri di livelli di ansia e depressione e l’impatto che gli eventi stressanti hanno su di noi, favorendo l’uso strategie di coping più efficaci, rinforzando il sistema immunitario e facendoci percepire la nostra vita come più ricca di significato (Naseem e Khalid, 2010; Boyra e Lightsey, 2012).

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Ciò si associa a una sensazione di maggiore competenza, autostima e autoefficacia, cioè alla percezione di se stessi come agenti attivi, in grado di organizzare e gestire la propria vita, con i suoi alti e bassi.

Proviamo a riportare insieme il nostro sguardo su quanto di positivo c’è stato nel corso dei duri mesi passati:

  • la quarantena ci ha dato l’opportunità di riscoprire la dimensione domestica, la piacevolezza del condividere del tempo con la nostra famiglia, dell’impegnarci nel fare una torta o del rilassarci guardando un film insieme (Gandino, 2020);
  • accanto alle relazioni familiari, abbiamo riscoperto anche molte amicizie, coltivate nei mesi di lockdown grazie all’aiuto della tecnologia, che sono state una straordinaria risorsa nell’affrontare il diffuso senso di solitudine e isolamento (Mora, 2020);
  • l’emergenza ha stimolato la nostra inventiva e lo spirito d’iniziativa, tanto che è nata l’idea di trasformare maschere da snorkeling in respiratori polmonari (Landoni, 2020) e numerose aziende sono state convertite al fine di produrre i presidi sanitari di cui abbiamo avuto urgente bisogno (Carli, 2020);
  • infine, questa situazione ha fatto emergere il nostro immenso altruismo, esemplificato dalle numerose iniziative solidali di condivisione di beni di prima necessità (Covella, 2020; C.R.G., 2020) o dalle donazioni di pizze e dolci agli operatori sanitari, duramente e incessantemente impegnati in ospedale (Ummarino, 2020).

Al rientro dalle vacanze ci siamo quindi ritrovati nella difficile e incerta situazione dalla quale in fondo una parte di noi sperava di fuggire, ma sebbene l’emergenza non possa dirsi superata, i miglioramenti sono stati notevoli, e la sua risoluzione è sempre più vicina.

Concediamoci, dunque, di sentirci ancora preoccupati, ma cerchiamo anche di sfruttare le potenzialità del pensiero positivo, riconosciamo il nostro potenziale, le nostre capacità di affrontare gli eventi, ripensando a quelle che sono state per noi esperienze critiche, dolorose ma ch  e siamo riusciti a superare. Ricordiamoci che non siamo soli e che gli altri possono rappresentare un sostegno. Questo può concretizzarsi in molti modi e perché si realizzi è necessario a volte riconoscere che ne abbiamo bisogno.  

 

Bibliografia:

Boyraz, G. e Lightsey, O. R., Jr. (2012). Can Positive Thinking Help? Positive Automatic Thoughts as Moderators of the Stress–Meaning Relationship. American Journal of Orthopsychiatry, 82(2): 267-277

Naseem, Z. e Khalid, R. (2010). Positive Thinking in Coping with Stress and Health outcomes: Literature Review. Journal of Research and Reflections in Education, 4(1): 42 -61

Xiong, J.; Lipsitz, O.; Nasri, F.; Lui, L. M. W.; Gill, H.; Phan, L.; Chen-Lo, D.; Iacobucci, M.; Ho, R.; Majeed, A. e McIntyre, R. S. (2020). Impact of COVID-19 pandemic on mental health in the general population: A systematic review. Journal of Affective Disorders, 277, 55-64

Sitografia:

Berberi, L. e Marrone, C. “Covid, il rientro dalle vacanze: le regole, le falle sui controlli e i consigli pratici”. Corriere della Sera, 23 Agosto 2020. https://www.corriere.it/cronache/20_agosto_23/covid-rientro-vacanze-regole-falle-controlli-consigli-pratici-c78914b2-e4b2-11ea-b1e4-bb7479c087c9.shtml

C.R.G. “Coronavirus, lotta a colpi di solidarietà: la brigata che porta cibo a chi “non ha più nulla””. Milano Today, 1 Aprile 2020. http://www.milanotoday.it/attualita/coronavirus/brigata-solidale-cibo-poveri.html

Carli, A. “Mascherine e respiratori, ecco le fabbriche che si riconvertono”. Il Sole 24 Ore, 23 Marzo 2020. https://www.ilsole24ore.com/art/da-miroglio-menarini-fabbriche-che-si-riconvertono-contro-coronavirus-ADLIFdD

Covella, G. “Coronavirus, gemellaggio Napoli-Madrid per i panieri solidali”. Il Mattino, 2 Aprile 2020. https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/covid_gemellaggio_napoli_madrid_panieri_solidali-5149035.html

Intervista a Gandino, G. “L’amore e le relazioni familiari ai tempi del Coronavirus”. UnitoNews, 6 Maggio 2020. https://www.unitonews.it/index.php/it/news_detail/lamore-e-le-relazioni-sentimentali-ai-tempi-del-coronavirus

Landoni, L. “Coronavirus, la maschera da snorkeling diventa respiratore con la stampa 3D: il prototipo testato a Brescia”. La Repubblica, 22 Marzo 2020. https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/03/22/news/coronavirus_maschera_snorkeling_modificata_respiratore_3d_brescia-251963126/

Mora, E. “Covid-19, riscoprire il piacere delle relazioni”. CattolicaNews, 25 Agosto 2020. https://cattolicanews.it/covid-riscoprire-il-piacere-delle-relazioni

Ummarino, F. “Coronavirus, a Milano un pizzaiolo napoletano regala pizze agli infermieri”. Vesuvio Live, 6 Marzo 2020.https://www.vesuviolive.it/ultime-notizie/societa/327912-coronavirus-milano-pizze-gratis/

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