Educazione sessuale a scuola: un bisogno che deve rimanere priorità

A cura di: Riccardo Crippa

Negli ultimi mesi, si è nuovamente acceso il dibattito che riguarda la regolamentazione
delle proposte di attività di educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole. A
puntare i riflettori su tutto ciò è stata la discussione sul disegno di legge Valditara. La legge
si focalizza sul tema del consenso informato preventivo alle famiglie e ha generato
incomprensioni, continui cambi di rotta e confusione generale. Alla luce di tutto ciò, è
fondamentale riflettere sulla situazione italiana circa la posizione delle attività di
educazione sessuale nelle scuole. Ancora una volta, l’occasione è quella di sottolineare
l’esigenza e l’importanza sociale ed educativa di un’attività che ha necessità di ricoprire un
ruolo centrale nel percorso scolastico.


L’Italia è tra le nazioni che non dispongono una normativa di riferimento circa l’educazione
sessuale scolastica. A intercettarlo e a sostenerlo è una ricerca dell’UNESCO: Global
Education Monitoring Report. Nel recente studio, si evince che solamente il 20% delle
cinquanta nazioni esplorate può contare su programmi normativi di riferimento per la
proposta e la messa in atto di attività di educazione all’affettività. Ebbene, in questa
percentuale di minoranza ritroviamo anche l’Italia.


Nel contesto europeo, la posizione italiana è in perenne ritardo e un esempio può aiutarci
a capire meglio: alcune nazioni, tra cui i Paesi Bassi, hanno introdotto l’educazione
sessuale nelle proprie didattiche a partire dagli anni Settanta. In Italia, il modo di
procedere, non sostenuto da normative di riferimento, è a macchie, disomogeneo,
irregolare, sporadico, sparso, confuso e non coordinato.
Eppure, le più autorevoli e recenti ricerche della letteratura scientifica viaggiano con forza
verso un’altra prospettiva. Quest’ultima identifica gli interventi di educazione sessuale
come strumenti fondamentali per il raggiungimento di importanti obiettivi: comprensione e
consapevolezza del proprio e altrui corpo, sviluppo di competenze relazionali e
comunicative, riduzione di comportamenti a rischio, promozione di rispetto e inclusione e
aumento di benessere psicologico e autostima.
Save the Children è uno degli enti che si è preso cura di questa battaglia e lo ha fatto con
la ricerca “L’educazione affettiva e sessuale in adolescenza: a che punto siamo?”. I dati
dicono quanto segue: il 44% degli studenti ha partecipato ad attività della durata di
qualche settimana, il 32% ammette di aver partecipato ad eventi isolati, per contro la
stragrande maggioranza del campione (82%) è convinto che i corsi di educazione
sessuale siano utili e arricchenti.
Altre informazioni rilevanti ci giungono da uno studio dell’Università di Pisa che ha
analizzato l’efficacia degli interventi in quattro regioni italiane (Lombardia, Toscana, Lazio,
Puglia) nel periodo 2021-2023. La ricerca fa emergere quanto già enunciato: in Italia,
l’educazione alla sessualità non è erogata in modo sistematico. La maggioranza degli
interventi promossi, inoltre, non mira a un intervento sistematico su ampia scala volto alla
salute e al benessere, bensì si limita a interventi di prevenzione delle infezioni
sessualmente trasmesse.


Questi studi e molti altri di quelli eseguiti negli ultimi anni pongono al centro della loro
missione il raggiungimento di obiettivi importanti che le attività di educazione sessuale
possono raggiungere. La gestione delle emozioni e delle relazioni affettive, il rapporto con
il proprio corpo e con il tema del piacere, l’uguaglianza di genere e il rispetto, senza
tralasciare la prevenzione delle conseguenze negative legate all’attività sessuale.
In aggiunta, la mancanza di un curriculum nazionale obbligatorio e uniforme di educazione
affettiva e sessuale nei programmi scolastici mette in luce anche una lacuna rispetto alla
differenziazione delle attività tra livelli scolastici. Su quali argomenti dovrebbero
focalizzarsi le attività alla scuola primaria? Di cosa bisognerebbe invece parlare alle medie
e su che tema possono riflettere i ragazzi delle superiori? La non esistenza di un
programma coerente rende tali interrogativi dispersivi, privi di riferimento. Le ricerche e la
letteratura, tuttavia, hanno identificato quali tematiche possono essere funzionalmente
affrontate ad ogni età e grado scolastico. Alla scuola primaria, ad esempio, può essere
funzionale concentrarsi su nozioni circa rispetto delle differenze e prevenzione degli
stereotipi di genere. Alla scuola secondaria di primo grado, è importante dare spazio a
tutto ciò che tocca la fase evolutiva pre-adolescenziale: pubertà e cambiamenti del corpo,
relazioni sociali e rispetto reciproco, consenso, identità di genere e orientamento sessuale,
bullismo e discriminazione. Infine, gli istituti secondari di primo grado è bene che possano
offrire attività, dibattiti e riflessioni che non escludono i temi elencati ai livelli precedenti e
che arricchiscono lo sguardo rivolto a relazioni interpersonali mature, informazione sui
metodi contraccettivi e salute sessuale e riproduttiva.


Di fronte alla mancanza di una visione comune d’intenti sulla proposta delle attività
scolastiche di educazione all’affettività e alla sessualità, non possiamo permetterci di
immaginare queste proposte come argomento extra o secondario. Al contrario, esse
corrispondono ad un tassello fondamentale del percorso di crescita di ogni ragazzo e
ragazza. Dinnanzi a un contesto italiano che crea ostacoli culturali e normativi, diventa
ancora più urgente riconoscere il valore educativo e sociale di tali progetti. Parlare di
emozioni, rispetto, corpo e relazioni in modo guidato e competente aiuta i giovani a
sviluppare consapevolezza, autonomia e benessere. Investire nell’educazione affettiva e
sessuale significa investire in una società inclusiva e capace di costruire legami sani.

Bibliografia:


https://www.unesco.org/en/articles/safe-seen-and-included-report-school-based-sexualit
y-education
https://www.gonews.it/2023/11/22/educazione-allaffettivita-e-alla-sessualita-nelle-scuole -pubblicato-il-rapporto-del-progetto-unipi/
https://www.agi.it/politica/news/2025-10-15/educazione-sessuale-vietata-scuole-medieopp
osizioni-insorgono-33693720/
https://www.ilgiorno.it/milano/politica/educazione-sessuale-scuola-legge-pcbfn0qa
https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2025/02/12/uno-studente-su-2-non-ha-avuto-un
educazione-sessuale-a-scuola_3994004f-619b-483a-b4d7-c473fdced4ad.html
https://www.internazionale.it/reportage/claudia-torrisi/2025/04/09/educazione-sessuale-aff
ettiva-scuola
https://www.orizzontescuola.it/educazione-sessuale-cade-il-divieto-alla-scuola-media-ma-s
ervira-consenso-dei-genitori-come-alle-superiori-emendamento-lega/?utm_source=chatgp
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